SELECTED WORKS / PUBBLICO INCIDENTE
Pubblico Incidente (INCRUDIMENTO project - second crisis)

PUBBLICO - 250 paia di scarpe, guaina bituminosa, flash, suono – dim.var. - 2006

PUBBLICO - 250 pairs of shoes, bituminous sheath, flash units, sound – var.dim. - 2006

INCIDENTE - cemento cellulare, profili in lamiera, esplosivo, proiezione-video, suono – dim.var. - 2006

INCIDENTE - cellular concrete blocks, sheet metal profiles, explosives, video projection, sound – var.dim. - 2006


Video-documentation – DV – 5'52'' - 2006

INCRUDIMENTO


È un progetto che indaga gli stati di tensione indotti da sollecitazioni interne o esterne su spazio, oggetto, uomo.

Così come in metallurgia (teoria del corpo elastico) anche in psicologia le forze che producono tensioni generano a breve o a lungo termine una deformazione dell’oggetto o del soggetto.

Lo studio è basato sui concetti di Crisi=cambiamento, Adattamento, Perdita e di Stress=stringere.

L’ “incrudimento” è, per i materiali, una caratteristica acquisita di maggior resistenza ma minor capacità di deformazione, quindi di adattamento.

Incrudimento è un lavoro senza scadenza, dalla struttura aperta, composto da un numero variabile di “azioni” performative e installative che danno origine ad una successione di crisi. Ogni azione è autonoma nel senso e nel meccanismo di rappresentazione, come singolo pensiero sulla tensione delle fasi critiche e sulla critica delle fasi stabili.

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This is a study into states of tension caused by internal or external solicitations in space, object, man.

Just as in metallurgy (the theory of an elastic body) also in psychology the forces producing tension in the short and long term deform the object or the subject.

The study is based on the concept of Crisis=change, Adaptation, Loss and Stress=clenching.

Incrudimento” (strain-hardening) is, referring to materials, an acquired characteristic of higher resistance but lower deforming capacity, and thus also adaptation.

Incrudimento is not a work on term, it has an open structure, made up of a variable number of performed and installationary “actions” which give rise to a series of crises. Each action has an autonomous meaning and way it is performed, each represents a single thought about the tension of the critical phases and criticism of the stable phases.

PUBBLICO INCIDENTE


È un intervento articolato composto da una installazione (Pubblico), una performance e una installazione residua (Incidente).

PUBBLICO – Installazione: centinaia di scarpe sistemate nell’area esterna di ingresso al luogo in cui si svolge l’evento, disposte in modo ordinato come all’ingresso di un luogo sacro. Le scarpe, i cui lacci sono sostituiti da cavi elettrici, sono in parte dotate di flash che “fotografano” ciò che accade, diventando così rappresentazione di una massa spettatrice.

INCIDENTE - Performance: viene costruita un’architettura astratta, progettata partendo da una elaborazione degli elementi strutturali e riconoscibili di un edificio simbolico della città. Ultimata la costruzione viene proiettato su una parte dell’architettura un video che documenta l’installazione Pubblico. Subito dopo, la costruzione viene fatta “brillare” con delle micro-cariche. L’intera architettura crolla, ad eccezione di un elemento che resiste e sul quale viene proiettato un secondo video composto da un montaggio di immagini relative a crolli di edifici e alla reazione del pubblico “reale” che vi assiste.

Installazione: un cumulo di macerie, un video documentativo dell’intervento e un modello di progetto dell’architettura.

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It is a well-constructed intervention composed of an installation (Pubblico), a performance and a residual-installation (Incidente).

PUBBLICO - Installation: hundreds of shoes, placed outside the entrance of the space where the event occurs, and methodically arranged as they were outside the entrance of a sacred place. The shoes, whose laces are replaced by electric cables, are equipped with flash that “photograph” the evolution of what is happening, thus becoming the representation of an audience crowd.

INCIDENTE - Performance: an abstract architecture will be built. This one will be designed starting from an elaboration of the structural and recognizable elements of a city symbol-building. Once the building is completed, a video will be projected on a part of the architecture, documenting the Pubblico installation. Straight afterwards, the building will be set off through some micro-charges. The whole architecture collapses but an element, which resists and on which a second video is projected. This video is composed of image editing regarding images about building collapses and the reaction of the “actual” audience assisting to it.

Installation: a heap of rubble, a video-documentation of the intervention and a project model.

_theoretical notes

PUBBLICO INCIDENTE


di Alessandra Lappano


Scarpe attendono in bell’ordine all’ingresso di un luogo pubblico. A chi appartengono? L’immagine rimanda ad un luogo sacro, ma potrebbero essere anche di chi ogni giorno frequenta questo luogo e usa una misura di rispetto perché luogo sacro al sapere, al denaro, alla giustizia, alla cultura o ad altro ancora.

La domanda crea una assenza di pareti fra noi e l’altro, l’altro che temiamo, allora cresce la tensione? No, le scarpe semplicemente appartengono ad un pubblico qui convenuto per assistere ad un incidente e la crisi si stempera e non dovrebbe. Proprio l’incidente libererà noi da certi obblighi portandoci ad essere soltanto spettatori, a guardare.

Gli incidenti sono eventi consueti della contemporaneità, temendoli ma anche auspicandoli, eccone una rappresentazione.

Partendo da una elaborazione degli elementi strutturali e riconoscibili di un edificio simbolico della città, costruiamo un’architettura contemporanea che è un presente sostituibile all’infinito, altri blocchi di cemento cellulare e non eternità di pietra.

Costruiamo e facciamo “brillare” e l’intera architettura crolla producendo macerie.

È proprio nell’ora delle distruzioni più massicce che le rovine, tempo puro, scompariranno come realtà e come concetto lasciando posto alle macerie che sono il tempo storico.

“La storia futura non produrrà più rovine, solo macerie. Non ne ha il tempo”. La rovina è il tempo che sfugge alla storia, la distruzione e la catastrofe appartengono all’attualità.

Allora cosa farsene di queste macerie? Coprirle con altre macerie simboliche di immagini e parole che si accumulano?

“C’è qualcosa nei media che si nutre di cataclismi e di tutto ciò che è fosco e mette in atto un meccanismo che permette ad ognuno di crogiolarsi nel proprio terrore”.

Alla coscienza tattile si sostituisce quella visiva, le nuove tecnologie hanno smaterializzato la realtà e derealizzato l’esperienza. “L’uomo vive in una condizione costante di voyeurismo, osserva il mondo e se stesso mediante lo sguardo indiretto delle macchine: sue protesi visive”.

Per noi oggi un evento diventa reale perché fotografato, non esiste altro se non la sua immagine che si crea con il passaggio dei flash dei fotografi.

L’immagine si sostituisce alla realtà ma la saturazione visiva fa sì che l’attenzione sia incostante, indifferente ai contenuti, ed allora scarpe-pubblico immobili e plaudenti! Ora, ubriache del flusso di immagini, annoiate, ciniche e superficiali le scarpe-pubblico non scappano ma per questa volta lo spettacolo è finito.

Rimane, oltre all’immagine del crollo, la polvere a dover dare il senso che ad andare in pezzi non è stata solo l’architettura costruita.


“Il mondo corre verso la sua rovina e gli uomini esultano in attesa di uno spettacolo a cui solo i contemporanei potrebbero avere accesso” (Karl Kraus).

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Methodically arranged shoes are waiting before the entrance of a public place. Whom do they belong to? The image refers to a sacred place, but these shoes could also belong to someone who attends this place daily and is used to respect it someway, as it is a sacred place to knowledge, money, justice, to culture or to something else.

The question creates an absence of walls between us and the others, the ones we are afraid of, then does tension increase? No, the shoes simply belong to a public who came here to be present at an incident and the crisis dissolves even if it should not. The incident itself will free us from certain duties, thus inducing us to be simple onlookers, to look at.

The incidents are usual events in the contemporariness: fearing them but also wishing them, here is their representation.

Starting from the elaboration of the structural and recognisable elements of a city symbol-building, we build a contemporary architecture which is an infinitely replaceable present time, other cellular cement blocks and not stone eternity.

We build and set off and the entire architecture collapses producing rubble. It is exactly in the time of the most massive destructions that ruins, pure time, will disappear as a reality and as a concept thus leaving their place to rubble which represents historic time.

Future history will not produce ruins anymore, just rubble. It does not have time to”. The ruin is time escaping history and catastrophes belong to present times.

Then what has to be done with this rubble? Covering it with other symbolic rubble of images and words which pile up?

There is something in the media which feeds on cataclysms and on all that is grim and it carries out a mechanism which allows anyone to indulge in one’s own terror”.

Tactile conscience is replaced by the visual one, new technologies dematerialised reality and derealized experience. “Man lives in a constant voyeurism condition, he observes the world and himself through the indirect look of machines: his visual prostheses”.

Nowadays an event becomes real for us because it is photographed, nothing else exists but its image which is created through the passage of photographers’ flashes.

Image replaces reality but visual saturation makes attention inconstant, indifferent to contents and so, motionless and applauding shoes-public! Now, drunk with the image stream, annoyed, impatient, cynical and superficial, the shoes-public do not flee but for this time the show is over.

Besides the collapse image, powder remains, having to give the idea that what collapsed to pieces is not only the built architecture.


The world runs towards its ruin and men exult waiting for a show which only contemporaries could access to”. (Karl Kraus)

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