SELECTED WORKS / PRIVATE VIEW
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80 stendibiancheria, tessuto – 9.5x4.2x1.1m - 2006

80 drying racks, cloth – 9.5x4.2x1.1m - 2006

_critique

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Proposte XXI

Torino – 2006


di atitolo


Sembra un fragile castello di carte l’impalcatura che Portage ha fatto salire a ridosso del muro dell’edificio. Una struttura ordinata il cui modulo costruttivo è costituito dallo stendibiancheria, oggetto da balcone e da affaccio scelto come indice del confine tra dentro e fuori, pubblico e privato, intimità e socialità. Pezze di tessuto rosso appese ai fili, fanno da trama a questo ordito metallico dando forma a un motivo composto ma, insieme, animato dal vento che ogni tanto riesce a entrare tra le mura del cortile. L’installazione, con il suo colore acceso, è una presenza segnaletica all’interno della mostra, si specchia e moltiplica alle finestre degli edifici circostanti, si osserva dall’alto della terrazza al quarto piano. È proprio da qui che si nota la presenza al suo apice di un’incrinatura, una sorta di smagliatura nella rigida geometria del disegno. Il suo crollo si mostra come imminenza. È il fermo immagine di un bilico che mette in moto, nel pensiero e nella visione, una irreversibile reazione a catena.

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The scaffolding that Portage erected close to the building wall seems a fragile house of cards. A tidy structure whose constructional module is composed of a drying rack, i.e. both a balcony and an overlooking object, which has been chosen as the sign of the border between inside and outside, between public and private, intimacy and social relations. Red cloth pieces hanging by some washing lines are the weft of this metal warp and shape a tidy motif, which is at the same time enlivened by the wind that succeeds in entering the courtyard every now and then. The installation, with its bright colour, is an identifying presence inside the exhibition, it is mirrored and multiplied by the windows of the surrounding buildings, it can be observed from the top of the 4th-floor terrace. It is exactly from here that man can notice the presence of a crack at its apex, a sort of stretch mark in the rigid geometry of the design. Its collapse appears as an imminence. It is the still picture of a dumping truck starting an irreversible chain reaction, both in the thought and in the vision.

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