DOGS
Lo spettacolo non è un insieme di immagini ma un rapporto sociale tra le persone mediato da immagini.
Dogs è un lavoro sull’incidente e sul guardare, guardare dentro, nel dettaglio o attraverso gli occhi di un animale, lo sguardo di un cane. Nessun’altra specie, a eccezione dell’uomo, riconosce come familiare lo sguardo dell’animale. L’animale scruta l’uomo attraverso uno stretto abisso di non-comprensione. L’animale ha segreti che si rivolgono specificatamente a lui.
Dogs è un lavoro sull’incidente come evento consueto della contemporaneità, incidente che produce rovine.
È composto da installazioni e performance, ognuna autonoma nel senso e nel meccanismo di rappresentazione che vengono mostrate singolarmente in successione temporale ma senza delimitazioni di spazio o punti di vista obbligati. L’osservatore ha così la libertà di muoversi all’interno dello spazio espositivo-performativo e la possibilità di entrare in rapporto con ciascun lavoro come in un gioco di “inquadrature”, a partire da un dettaglio o dal particolare micromondo che queste nascondono.
Questa successione va poi a comporre un’unica immagine finale: la fotografia di un possibile spaccato contemporaneo.
Le persone che abitano, creano o attraversano lo spazio rappresentano un’idea di uomo smaterializzato, surrogato di presenza.